ricordo di Pete Seeger

di Francesco Masala,

il 27 gennaio è morto Pete Seeger.

(così lo ricorda Internazionale e qui la pagina su Wikipedia)

eccone qui un piccolo ricordo:

fra il 1946 e il 1947 Woody Guthrie scrisse “Ballads of Sacco and Vanzetti” (qui), in quell’album Pete Seeger suona il banjo e canta “Sacco’s letter to his son”.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=QKY1o_XOqDs]

SACCO’S LETTER TO HIS SON
(di Pete Seeger)

If nothing happens, they will electrocute us right after midnight.
Therefore here I am right with you, with love and with open heart, as I was yesterday.
Don’t cry, Dante, for many, many tears have been wasted,
As your mother’s tears have been already wasted for seven years,
And never did any good.
So, son, instead of crying, be strong, be brave,
So as to be able to comfort your mother.

And when you want to distract her from the discouraging soulness,
You take her for a long walk in the quiet countryside,
Gathering flowers here and there
And resting under the shade of trees, beside the music of the waters.
The peacefulness of nature, she will enjoy it very much,
And you will surely, too.
But, son, you must remember: Don’t use all yourself,
But down yourself, just one step,
To help the weak ones at your side.

The weaker ones that cry for help, the persecuted and the victim,
They are your friends, friends of yours and mine.
They are the comrades that fight — yes, and sometimes fall
Just as your father, your father and Bartolo, have fallen,
Have fought and fell, yesterday, for the conquest of joy,
Of freedom for all.
In the struggle of life you’ll find, you’ll find more love,
And in the struggle, you will be loved also.

LETTERA DI SACCO A SUO FIGLIO

Se niente accade, ci porteranno alla sedia elettrica poco dopo mezzanotte
e quindi sono qui, accanto a te, con amore e aprendo il mio cuore
come lo ero ieri.
Non piangere, Dante, perché tante, troppe lacrime sono andate sprecate,
perché le lacrime di tua madre sono già andate sprecate per sette anni,
e non hanno portato a nulla di buono.
E così, figlio mio, invece di piangere, sii forte e coraggioso
così da poter confortare tua madre.

E quando vorrai sollevarla dalla scoraggiante solitudine,
portala a fare una lunga passeggiata nella tranquilla campagna
raccogliendo fiori qua e là.
Riposatevi all’ombra degli alberi, in compagnia della musica delle acque
e della natura piena di pace; le piacerà molto,
così come certamente piacerà a te.
Ma, figlio mio, ricordati bene: non stancarti troppo,
ma mettiti sempre sotto, solo un passo, ad aiutare i deboli che ti stanno accanto.

I più deboli, che invocano aiuto, i perseguitati, la vittima.
Sono i tuoi amici, amici miei e tuoi, sono i compagni che lottano,
sì, e che, talvolta, cadono
proprio come tuo padre, tuo padre e Bartolo sono caduti.
Hanno lottato e ieri sono caduti, per conquistare la gioia
e la libertà per tutti.
Nella lotta per la vita troverai ancora più amore,
e, lottando, sarai anche amato.

da qui

redaz
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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