Vasco: il rock della polizia e delle Orsoline… o quello degli Squallor?
di Enrico “Red Driver”
Il rock, la roccia, la pietra. Pietro, su questa pietra io edificherò la mia Chiesa, diceva il biondo.
Una nuova Chiesa: la chiesa dello Stato, della security, della polizia, dei carabinieri che “garantiscono la nostra sicurezza” in una città brutta – Modena – che oggi come oggi diventa mostruosa.
La musica della controcultura si trasforma nella passerella dei potenti, dal sindaco a Renzi. La serata della pop-star più drogata e apparentemente “trasgressiva” che diventa icona del potere statale, in una notte da Orsoline, in cui non si beve…
Ma è giusto così: un uomo corrotto che è l’icona della corruzione, quella che fa girare denaro, della politica, che forse glorifica la droga di Stato e strizza l’occhio alla mafia.
Sarebbe stata quasi divertente l’idea dei reggiseni lanciati, se non fosse diventata anch’essa organizzata, priva di ogni spontaneità, grottesca e infinitamente sessista grazie alla soluzione “tutte le misure, ma non la prima”.
Non c’è niente che funzioni in una città sottratta ai cittadini, per diventare il regno del vuoto a perdere, della birra in plastica, del tutto finto.
Girerà tanto denaro: davvero?
Ci chiediamo per chi. Ci chiediamo se la concentrazione di merda nelle migliaia di cessi chimici sparsi intorno al palco non renda tutto questa scenografica sceneggiata solo e unicamente una grande merdata.
Gli Squallor erano certamente più coerenti.